A SCANSO DI EQUIVOCI: LA SINISTRA SOCIALISTA SI OPPONE AL GOVERNO MONTI di Carlo Felici

 

A SCANSO DI EQUIVOCI:
LA SINISTRA SOCIALISTA SI OPPONE AL GOVERNO MONTI 
di Carlo Felici
 
A scanso di equivoci e di eventuali dubbi su quella che è la posizione della Sinistra Socialista sul governo Monti, sento di esprimere quanto segue:

La Sinistra Socialista non si identifica in alcun modo con l’operato del senatore Vizzini, che viene considerato dal segretario del PSI l’interprete della volontà del partito e colui che vota la fiducia al governo Monti in nome del PSI, ma ritiene piuttosto che egli la conceda a titolo personale.
La Sinistra Socialista infatti si situa all’opposizione del governo Monti per i seguenti motivi:

1) Non approva la tassa sulla prima casa di abitazione

2) E’ favorevole ad una patrimoniale che tale governo non ha varato

3) Non approva la riforma pensionistica varata dal governo

4) Non approva le spese militari inerenti all’acquisto di bombardieri e per quelle bombe che il governo ha autorizzato a lanciare sull’Afghanistan. Ritiene che il miglior modo di proteggere i nostri militari sia quello di farli tornare a casa, nel pieno rispetto di ciò che prescrive la Costituzione Italiana.

5) E’ favorevole ad una legge immediata che regoli il conflitto di interessi

6) Ritiene che gli investimenti varati per le cosiddette grandi opere debbano piuttosto essere utilizzati per finanziare gli enti locali.

7) Non è favorevole in alcun modo alla penalizzazione perdurante delle regioni del Meridione.

8) E’ favorevole alla tobin tax e a leggi che colpiscano i grandi monopoli, specialmente nel settore pubblicitario e televisivo. Resta fermamente contraria all’aumento della tassazione sui carburanti che deprime ulteriormente la domanda interna e ad ogni contrazione dei diritti dei lavoratori, a partire dall’art. 18.

9) Ritiene che debba essere varata immediatamente una nuova legge elettorale che consenta di restituire al più presto la sovranità al popolo, mediante elezioni anticipate.

10) Non approva in alcun modo i perduranti tagli al settore della formazione e della ricerca ed è contraria ad ulteriori accorpamenti di istituti scolastici già sull’orlo del collasso

Per queste ed altre innumerevoli ragioni, la Sinistra Socialista, se oggi fosse in Parlamento, negherebbe decisamente la fiducia al governo Monti concedendogli esclusiva ed unica facoltà di varare una nuova legge elettorale per tornare a votare al più presto, perché ritiene che il primo vero atto di responsabilità di un governo e di un parlamento debba essere rivolto verso il popolo sovrano e non verso i mercati.
Tale posizione risulta anche, nel complesso e come punto di convergenza, da ciò è apparso nel recente confronto alla Fondazione Nenni tra tutte le componenti socialiste sparse nella sinistra italiana.

29 Gennaio 2012

dal sito http://www.socialismoesinistra.it/web/home.html

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