“LA BATTAGLIA PER ROMA

Federazione provinciale di Roma



 

 

“LA BATTAGLIA PER ROMA”.

DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ DAL DIRETTIVO DI FEDERAZIONE

 

1) Analisi

La situazione in cui va ad operare la federazione provinciale romana della Lega dei Socialisti è particolarmente drammatica. Sullo sfondo della vita politica vi è un intreccio trasversale tra poteri economici ed amministrazioni pubbliche, in cui il referente politico-amministrativo è interscambiabile.
La disponibilità della politica ai bisogni dei “poteri forti” è sempre la stessa, sia nel centro destra che nel centro sinistra, tanto dal punto di vista di Alemanno quanto da quello della sottile linea rossa che parte da Rutelli, passa per la coppia Morassut-Veltroni e terminerà con il futuro candidato sindaco del centrosinistra, che, gioco forza, riproporrà lo schema della centralità del Pd e della sua impostazione neo centrista.
Anche se siamo in una delle più grandi città d’Europa, i “poteri forti” non hanno nulla a che vedere con la grande finanza internazionale, ma hanno, invece, una storia antica, che condiziona Roma da prima della nascita di Cristo. Fin dalla Roma repubblicana, infatti, i costruttori di immobili hanno fatto lobby contro le sia pur minime normative che la repubblica cercava di imporgli. Dalle insulae siamo arrivati agli appartamenti, alle quadrifamiliari e ai villini a schiera, ma la tendenza dei costruttori a voler condurre la volontà generale verso il loro interesse particolare, non è mutata.

2) Il ventre molle della politica. Il Pd ed i suoi replicanti

Oggi individuiamo nel Pd romano (ieri nella vecchia Dc), il ventre molle della politica locale. Non più utilizzabile lo schieramento di destra perché ritenuto perdente, i democrats possono vantare una storia fatta di dialogo e di affidabilità sulle questioni urbanistiche, rendendosi pienamente disponibili. Con questo vantano anche una capacità di mistificazione, particolarmente chiara con Veltroni, capace di distogliere e far distogliere lo sguardo, uno sguardo che poteva creare imbarazzo, dalle periferie prese d’assalto. La red carpet policy, l’ossessione veltroniana per i grandi eventi e per il centro storico poneva sotto i riflettori ciò che non poteva essere toccato, dando di Roma un’immagine (falsa) di stabilità urbanistica.

Il Pd ha già dato, nella fase 1993 – 2008, piena prova di affidabilità uniformandosi alle scelte di modello dei poteri forti anche sul terreno delle privatizzazioni delle aziende pubbliche, come nei casi emblematici di Acea, azienda agricola Maccarese e della centrale del latte di Roma. Si è pienamente distinto, inoltre, nel campo delle esternalizzazioni di pubbliche funzioni dell’ente locale a società private (o parapubbliche), caratterizzate dalla creazione di rapporti di lavoro dipendente sottratti a procedure concorsuali di assunzione. Rapporti di lavoro, questi, aventi natura precaria e dequalificante.

La giunta Alemanno ha proseguito nella linea di disinteresse per le periferie, rendendosi anch’essa affidabile agli occhi dei poteri forti. Non ha dato seguito alla politica del tappeto rosso per semplice incapacità intellettuale e culturale. Priva di strategie diversive ha mostrato, con netta evidenza, la sua rapacità e la sua inettitudine amministrativa.

Il Pd, in quanto centrale nello schema ulivista, si pone come centro di gravità attorno al quale iniziano a ruotare gli altri attori del centrosinistra; al loro interno, trasversalmente, si ripetono gli atteggiamenti di subalternità e le dichiarazioni di affidabilità. Sono di certo i democrats, quindi, il famoso “ventre molle”, ma il loro esempio informa e fa conformare pienamente gli alleati della futura coalizione.

3) La nascita dell’area metropolitana. L’affare diventa globale.

Il comune di Roma, a breve, verrà gravato di enormi responsabilità. Sarà il pilastro della nascente area metropolitana. In questa ottica i poteri forti della capitale si congiungeranno con quelli della provincia. L’espansione edilizia della periferia romana si sommerà a quella degli altri centri urbani; una necessità abitativa a Guidonia rischia di diventare il pretesto di una devastazione ambientale ad Anzio: l’affare diventerà globale. A quello edilizio si sommeranno altri due grandi “poteri forti”, estremamente temibili , responsabili di enormi danni ambientali e sociali, e fino ad oggi relegati in provincia: la produzione energetica (Civitavecchia) e la portualità (Civitavecchia e Fiumicino). Questo senza contare i mostruosi interessi che ruotano intorno alla gestione dei rifiuti.

4) Il ruolo della Lega dei Socialisti

Roma e la sua area metropolitana hanno bisogno di essere difese. La Lega dei Socialisti pone il problema politico del senso del centrosinistra. Un centro sinistra che dialoga con troppo fervore con i costruttori, con Enel Produzione, con le aziende dei porti, con i monnezzari, sacrifica la qualità della vita dei cittadini: i nostri centri urbani, ad esempio, sono saturi di nuove abitazioni. Appartamenti drammaticamente vuoti perché gli acquirenti finali non hanno la possibilità di comprarli. Continuare a costruire in questa situazione, spesso in barba ad ogni razionalità urbanistica, vuol dire solo dare il “la” ad una bassa speculazione edilizia in cui “il mattone” è a garanzia di prestiti bancari che vanno a sostituire il denaro che, invece, dovrebbe provenire dalle vendite. E’ un’economia malata, quella dell’edilizia nella provincia di Roma, che, oltre ad essere
molto traballante e perennemente a rischio di crisi, ingurgita terreni edificabili e non, riducendo i polmoni verdi, peggiorando il traffico, non tenendo conto della banale e necessaria equazione tra nuove abitazioni e servizi, ignorando platealmente il problema dei rifiuti. Più che nuove case, nella migliore delle ipotesi si creano ghetti e si vanno ad imbarbarire sia i livelli vitali, che i rapporti sociali, che la dialettica tra abitanti ed istituzioni.

La Lega dei Socialisti di Roma e provincia pone invece la qualità della vita dei cittadini al centro della propria proposta amministrativa ed una rinnovata “autonomia della politica” come base della propria riflessione etica e civile.

Qualità della vita dei cittadini vuol dire che la pianificazione urbanistica ed i piani di sviluppo economico debbano porre al centro del proprio ragionamento gli abitanti e non le necessità delle lobbies. Il nostro territorio (sia Roma che la nascente area metropolitana) dovrà distinguersi per il perfetto equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia, tutela e rilancio dell’ambiente. Dovrà altresì evidenziarsi come baluardo della difesa e del progresso dei diritti individuali e collettivi. Dovrà porsi come luogo d’eccellenza per quel che riguarda l’inserimento lavorativo dei giovani, le pari opportunità, la cultura, le politiche per il turismo. Con questo l’amministrazione del nostro territorio dovrà dare risposte urgenti ed efficienti per quel che riguarda la mobilità, il traffico, la sicurezza, la legalità.

Lo scopo di tutto questo lavoro sarà quello di offrire servizi sempre migliori al cittadino. Solo nell’ottica del servizio, infatti, la pubblica amministrazione ha ragione d’essere.

Autonomia della politica” vuol dire rendere i centri decisionali autonomi dalle lobbies e dai poteri forti. Non solo edilizia, porti, energia e rifiuti; Roma e provincia sono pervase da molte altre aggregazioni di interessi particolari, meno visibili, ma particolarmente invasive. Il suo ruolo di capitale, con la conseguente centralizzazione dei punti decisionali, rende la città particolarmente vulnerabile. In particolare vanno espunti gli interessi, oltre al mattone, toccano in profondità la sanità, la scuola, l’assistenza, i servizi. Questo senza assecondare, anzi contrastando con forza, le innumerevoli ingerenze di ordine “morale” su questioni come fine vita, aborto, disabilità, diritti civili.
In sostanza la politica deve recuperare la sua capacità di progettazione del futuro, elevarsi dalle contingenze, dagli intrecci di vile interesse e recuperare la sua grandezza. Una grandezza che deve mostrarsi pienamente nel progetto e nella realizzazione di un mondo migliore, fatto su misura non per gli interessi particolari, per gli uomini e per le donne che lo dovranno abitare.

5) Proposte operative

Per costruire, sulla base di queste riflessioni, coerenti azioni politiche ed amministrative, la federazione di Roma e provincia della Lega dei Socialisti si muoverà sulle seguenti direttrici:

– La Lega dei Socialisti favorirà la creazione, a sinistra, di uno schieramento alternativo che sia in grado di produrre, come candidati alla carica di sindaco ed ai consigli comunali e di
municipio, persone di provata moralità politica e di conclamata estraneità all’universo degli interessi particolari, che si pongano come alternativa ai candidati dello schieramento organico al PD.

– Coerentemente a questo, come logica conseguenza dell’azione maieutica da svolgersi nella sinistra non Pd, la Lega dei Socialisti sarà presente con propri candidati (riservandosi di presentare, secondo possibilità, una propria lista) all’interno delle aggregazioni civiche a sostegno del candidato sindaco, partecipando pienamente, al pari degli altri soggetti coinvolti, ad ogni livello della battaglia elettorale.

– La Lega, inoltre, sarà presente, con propri rappresentanti, all’interno del comitato elettorale del candidato sindaco, avendo cura di partecipare alla stesura del programma di governo ed inserendo, quindi, i nostri desiderata nell’agenda, condizionando attivamente le scelte programmatiche, ed eventualmente amministrative, della coalizione di riferimento.

– Nell’ottica dell’impegno elettorale romano, dell’avvento dell’area metropolitana e di un eventuale impegno di carattere regionale e nazionale, la federazione romana della Lega dei Socialisti curerà la nascita, sui territori dei municipi di Roma e dei comuni della provincia, di strutture di riferimento stabili, capaci di autonoma progettualità amministrativa sul territorio di riferimento.

– Per dare coerenza e stabilità all’azione politica, si richiede al direttivo della federazione di indicare, attraverso democratica discussione e votazione, una segreteria composta da un numero di membri sufficiente a portare avanti le azioni positive volte a tradurre in prassi le deliberazioni contenute nel presente documento.

Roma, 24 settembre 2012

Firmato:

Mario Michele PASCALE

Desiree COCCHI
Antonio DI PASQUALE
Stefano FERRARI
Stefano SANTARELLI
Manuel SANTORO
Pierluigi SERNAGLIA

dal sito  http://legadeisocialisti.wordpress.com/

 

 

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