IL PARADOSSO DELLA COMPATIBILITA’ TRA MONTI, HOLLANDE E LA SPD di Franco Bartolomei



IL PARADOSSO DELLA COMPATIBILITA’ TRA MONTI, HOLLANDE E LA SPD
di Franco Bartolomei
La scelta della SPD di candidare alla carica di Cancelliere l’ex ministro delle finanze del precedente governo di Grossekoalition, presieduto dalla Merkel , costituisce la prova che non esiste nessuna svolta a sinistra da parte dei Socialdemocratici Tedeschi , e come in realtà si vada consolidando in Germaniauna sostanziale omogeneità tra le proposte della Merkel e quelle della SPD.Questo esito era per me già implicito nel famoso documento comune di un anno fa tra SPD e PSF , che accoglieva in pieno il punto di vista BCE dell’Europa a due standard di politica sociale, quale frutto logico della accettazione sostanziale dei tassi differenziati tra i diversi paesi del’area Euro e delle politiche di compressione forzata del deficit quale riferimento decisivo nella valutazioni di conformità dell’operato dei governi.
La cosa triste è che a ben vedere le politiche di Hollande, quelle prospettate da Steinbruck, e l’agenda Monti, sono assolutamente compatibili e complementari. La dimostrazione di questo assunto, solo apparentemente paradossale, è costituito dall’introduzione in Francia da parte del governo Hollande del Fiscal Compact, con conseguente obbligo di pareggio di bilancio, e dall’abbandono, del tutto prevedibile, delle promesse elettorali su un fortissimo incremento delle tassazioni di natura patrimoniale, e sul divieto di operazioni borsistiche di natura prettamente speculativa ed aleatoria. Non è un caso, quindi, Bersani, nel ribadire costantemente il suo riferimento ad Hollande eviti sistematicamente di rivolgere critiche di merito all’operato del governo Monti, limitandosi a lanciare alle autorità europee il messaggio che un governo a guida PD e’ in grado di assicurare lo stesso livello di affidabilità nella attuazione delle politiche di sterilizzazione del bilancio pubblico finora concordate da Monti.

Penso, al contrario, che una Sinistra, consapevole della ingiustizia e della inadeguatezza del modello finanziario e speculativo che ha portato al predominio dei mercati sulle scelte di politica sociale dei governi, debba invece rendersi conto di come questo sistema non sia assolutamente in grado di riavviare un processo di crescita dell’economia reale, e come, di conseguenza, una alleanza tra le forze della Sinistra debba essere ricostruita attorno ad un progetto di inversione del rapporto tra politiche di crescita, da perseguire attraverso gli investimenti pubblici ed il riequilibrio fiscale, e rigore di bilancio, da perseguire esclusivamente attraverso l’abbattimento delle spese del sistema politico e lo sradicamento del rapporto corrotto e corruttivo esistente tra gestione amministrativa e rappresentanze politiche, senza più alcun intervento di taglio del sistema di Welfare esistente e senza più alcuna compressione della massa salariale .

In realtà il processo di ridefinizione a sinistra del Socialismo europeo, che per tutti noi costituiva un elemento essenziale del possibile riferimento politico ad esso di tutti i nuovi processi costituenti nella sinistra italiana, pare essersi esaurito .
In particolare emerge come l’ impostazione della Spd si sia nuovamente riallineata alla normale dialettica destra-sinistra possibile all’interno di un paese euro in condizioni di rapporto deficit-pil di non emergenza.
La candidatura alla cancelleria di uno Schroederiano puro segna infatti l’abbandono di ogni possibile riferimento programmatico, nella azione della SPD, a quella possibile alternativa di modello che sulle prime la segreteria Gabriel aveva vagheggiato.

Questa “normalizzazione” politica della SPD ha trovato appoggio sulla accettazione da parte della Sig.ra Merkel del progetto di Draghi, ispirato dalla Fed e dall’FMI , di garantire interventi BCE a copertura e scudo dei bond dei paesi in difficoltà .Su questa nuova base di riferimento delle politiche di difesa dell’euro la SPD ha perfettamente condiviso, con la Cancelliera, anche attraverso il recente voto unitario al Bundestag su cui la sola Linke ha sollevato il ricorso alla corte costituzionale tedesca recentemente deciso, che qualora questo intervento BCE a protezione avvenga su richiesta degli stati in emergenza debbano scattare interventi di commissariamento sostanziale delle loro politiche di bilancio, diretti al controllo cogente della rigorosa osservanza dei vincoli generali del fiscal compact, e di tutte le nuove ulteriori misure che venissero dai commissari ritenute necessarie a garantire la solvibilità futura della anticipazione della BCE.
Gli stessi elementi programmatici innovativi che permangono nella proposta Socialdemocratica rientrano perfettamente all’interno di una continuità di modello, ed anzi puntano a costituire fattori di rafforzamento e protezione di un sistema finanziario che si punta a riattivare, considerandolo sempre l’elemento strutturale principale della tenuta economica dell’occidente sviluppato.

La Germania, così come la Francia, ha infatti una tradizione di correttezza e responsabilità fiscale molto radicata nella propria borghesia nazionale che porta nei momenti di emergenza alla adozione senza traumi di un rafforzamento del prelievo fiscale sulle classi agiate senza alcun trauma, e questo in genere avviene all’interno di una dialettica tra destra moderata e sinistra moderata, quali sono la CDU e la SPD, senza traumi e scontri, a differenza nostra dove la classe politica vive in uno stato di assoluta autoreferenzialità, dove 4 regioni sono in mano alla criminalità organizzata, e dove la borghesia è debole e irresponsabile .
Inoltre il governo Schroeder-Steinbruck ha stanziato a copertura dei deficit bancari tedeschi dopo il 2009 la somma impressionante di 300 miliardi di Euro, tratti tutti dal bilancio dello stato, e corrisposti senza alcun disegno a monte di pubblicizzazione del sistema, per cui è evidente che ora venga quantomeno sostenuta , non solo dalla Spd per la verità, la necessità della separazione tra banche d’investimento e banche di raccolta credito, sulla base di un orientamento di fondo, sostanzialmente autorizzatorio, che certo non viene dalla fondazione Ebert, ma dalla Federal Reserve, che tutto è fuorché un tempio socialdemocratico mondiale, che sta ragionando sulla reintroduzione delle precedenti cautele previste dallo Steagall act di introduzione roosveltiana, abolito da Clinton con il plauso di Blair e di Prodi . Inoltre la Germania è oggi nelle condizioni di poter fruire di un dividendo generale derivante dal rafforzamento dei tassi differenziati tra i paesi euro, conseguente agli inasprimenti degli spread di tutti i paesi oggetto di esportazioni di merci tedesche , che consente alla Germania quella politica di rafforzamento della domanda interna, a spese dei Piggs e dei paesi slavi ex comunisti, che in modo lungimirante, e molto ipocrita e vampiresco, la SPD ha posto come obiettivo nel famoso documento stilato due anni fa’ assieme al PSF, che costituisce la base politica della compatibilità di cui ho parlato tra le politiche attuali di Francia e Germania da una parte e di Monti dall’altra.

Compatibilità tra una politica di possibile riequilibrio sociale dei ricchi e una politica di taglio violento della spesa, con tutto quello che ne consegue, nei paesi sotto attacco finanziario, sopratutto qualora dovessero ricorrere al questo nuovo scudo BCE che, capiamoci bene, ha valenza benefica solo nel momento in cui ne viene annunciata l’esistenza, ma diviene terribile per lo stato a cui viene applicato. La divisione tra banche di credito e banche d’investimento, così come l’innalzamento dei parametri patrimoniali delle banche stabiliti da “Basilea 3”, non costituiscono infine modifiche strutturali di modello, ma solamente protezioni finalizzate a riprodurlo poiché costituiscono una alternativa, solo apparentemente innovativa, alla introduzione attraverso una nuova Bretton Woods di un generalizzato divieto dei CDS, dei Derivati sui bond pubblici, dei contratti finanziari aleatori e meramente speculativi, dei paradisi fiscali, e delle agenzie di rating private come soggetto regolatore dei mercati, e delle condizioni sociali e salariali minime comuni tra tutti gli stati aderenti al WTO.

Franco Bartolomei -segreteria nazionale del PSI

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