PERCHE’ QUESTA VOLTA LA STORIA NON SI RIPETA PIU’! NO PASERAN! di Yorgos Mitralias

Una cosa che gli europei hanno avuto il tempo di capire è che né la crisi, né le tragedie sociali che l’accompagnano sono specificamente greche. E purtroppo, tutto ciò indica già un’altra cosa che gli europei avranno tutto il tempo di capire, ovverosia che il partito neonazista Alba Dorata non è appannaggio esclusivo dei greci. Senza dubbio, tale affermazione sarà accolta da alcuni con molto scetticismo: “Da noi, né le nostre tradizioni, né la nostra cultura, né il nostro temperamento permetterebbero mai tali fenomeni”. E’ esattamente ciò che tutti i greci -anche i più accorti di sinistra- dicevano solo nove mesi fa quando uno o due “folli” di fervente immaginazione li avvertivano che la peste nera stava per invadere la loro società. Del resto, niente di nuovo. E’ come se la storia- quella tra le due guerre- si ripetesse: chi avrebbe potuto immaginare che “le tradizioni”, “la cultura” o “il temperamento” degli italiani o dei tedeschi avrebbero permesso la nascita e l’ascesa al potere del fascismo e del nazismo? …

Allora, siamo seri per una volta. E guardiamo un po’ attorno a noi in questa Europa che sembra sempre più un immenso campo di rovine sociali. Non soltanto Alba Dorata viene emulata in particolar modo in Europa Centrale e dell’Est (Ungheria, Romania, Bulgaria, Serbia, Russia,..), ma si assiste anche alla banalizzazione galoppante del razzismo più violento, dell’antisemitismo, dell’islamofobia, dell’odio pogromista contro gli immigrati, i diversi. Ciò che in un tempo record entra in crisi terminale o addirittura sparisce sono i partiti che monopolizzavano fino a ieri il potere in quasi tutti i nostri paesi. E’ la crisi, la disoccupazione, l’insicurezza e la miseria che diventano la regola e spingono le popolazioni alla ricerca disperata di soluzioni o di Messia che ritrovano quasi sempre alle due estremità dello scacchiere politico. Esattamente come negli anni ’30..

Stesse cause, stessi effetti, stesse complicità e stessi interessi. Si potrebbe anche dire..stessa cecità dei potenti, dei governanti europei che giocano- per l’ennesima volta- a fare gli apprendisti stregoni, covando nei loro seni il serpente nero. Chi l’ha detto che coloro che stanno lì in alto hanno ben compreso la lezione del ventesimo secolo? E che abbiano esorcizzato per sempre i demoni del periodo tra le due guerre? Se dessimo loro sempre fiducia, la storia sarebbe un eterno inizio..

Tuttavia, non bisogna che questa storia da incubo si ripeta, perché questa volta ne va dei nostri diritti, delle nostre libertà, della nostra dignità umana, delle nostre vite. In Grecia, forse è già tardi poiché il serpente è già uscito dal guscio e va in giro per le strade terrorizzando i cittadini che continuano a non credere ai loro occhi. E nel resto dell’Europa? In Italia, in Francia, in Spagna?Una cosa oramai è sicura: bisogna agire prima che sia troppo tardi come -forse- in Grecia. Agire in fretta..e tutti insieme. Perché non c’è salvezza all’interno dei nostri confini nazionali.

Di fronte alla banalizzazione della barbarie e alla resurrezione della peste nera, non possiamo permetterci di ripetere gli errori del passato. Uniti al di là delle frontiere, ma anche al di là delle nostre divisioni, noi possiamo invertire la tendenza e riabilitare la solidarietà, la fraternità, la libertà, l’uguaglianza, valori “demodé” che tuttavia conferiscono onore all’umanità. Senza dimenticare che, alla fine, tutto si gioca nelle strade e nelle piazze, al fianco dei più deboli, che dobbiamo proteggere costi quel che costi.

L’accoglienza riservata quasi dappertutto in Europa al manifesto antifascista europeo (http://antifascismeuropa.org/) prova che la prospettiva della creazione di un movimento antifascista europeo non è assolutamente irrealistica o utopica, ma solida e concreta, perché corrisponde ad una necessità sempre più percepita dagli abitanti di questo continente. Da Atene a Madrid, sta a noi dimostrare che questa volta… NO PASARAN!

11 aprile 2014

Traduzione di Chiara Filoni

dal sito MOVIMENTO OPERAIO

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