TSIPRAS, IL MEGAFONO DELLA SOLIDARIETA’ POSSIBILE


 

Mentre si festeggia la presentazione della lista per le europee, un libro di Pucciarelli e Russo Spena racconta il leader di Syriza. 

Ecco la prefazione di Valeria Parrella

 

Proprio nel giorno in cui la lista “L’altra Europa con Tsipras”, sostenuta da diversi intellettuali tra cui Barbara Spinelli e Luciano Gallino, consegna le firme necessarie alla presentazione alle elezioni europee, esce nelle librerie Tsipras chi? Il leader greco che vuole rifare l’Europa (Alegre, 128 pag., 12,00 euro), scritto a quattro mani dai due giornalisti Matteo Pucciarelli, di Repubblica, e Giacomo Russo Spena, di Micromega.

 

Der spiegel l’ha definito il nemico numero uno dell’Europa, e i più recenti sondaggi danno la sua Syriza – con un radicale programma antiausterity – primo partito in Grecia alle elezioni europee, dopo essere passata dal 4% delle elezioni del 2009, al 26,9% del 2012. In Italia però Alexis Tsipras, leader greco a cui si aggrappa la sinistra radicale in profonda crisi nel nostro paese, è ancora poco conosciuto. Il libro di Pucciarelli e Russo Spena colma questo vuoto ripercorrendo la sua storia politica dal movimento No Global ad oggi, analizzando come la crisi abbia influito sull’esplosione del suo partito e sull’implosione del Pasok, sviscerando il suo programma di Governo senza nascondere i dibattiti interni al suo partito e le difficoltà di fronte all’ipotesi di un Governo anti-sistema. Ipotesi tutt’altro che improbabile nel prossimo futuro in Grecia e che fa tremare i polsi ai poteri forti di Bruxelles.

 

Una biografia per nulla agiografica, con un reportage dal paese ellenico che condensa tutte le questioni che interrogano la sinistra radicale in crisi in tutta Europa, e che svela perché i poteri forti di Bruxelles siano così preoccupati da questo ragazzo di 39 anni.

 

Ecco la prefazione di Valeria Parrella, la scrittrice napoletana che è anche candidata alle prossime europee, ovviamente con la lista Tsipras:

 

Tra il poeta Lord Byron che parte dall’Inghilterra del 1823 e va in Grecia a sostegno della guerra d’indipendenza contro l’impero ottomano, e la signora del tram; tra i filoellenici che hanno sempre sentito (e io tra loro, ma da Napoli è facile) che quell’origine della civiltà cretese ci continuasse a fondare in perpetuo, e quindi andasse difesa con le unghie e con i denti, e la signora del tram; tra tutti questi, e la signora che ho sentito l’altro giorno dire in tram «speriamo di non fare pure noi la fine della Grecia», c’è una via di mezzo onesta e neppure troppo impegnativa: sentirsi già come i greci. Sentirsi come gli spagnoli e i portoghesi (con un ammirevole sforzo di immedesimazione qualcuno potrebbe anche sentirsi come i tedeschi e i francesi), e “sentirsi come” significa riconoscersi di “essere”.

 

Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena compiono con questo libro un’opera meritoria: quella di raccogliere voci e testimonianze di un momento della storia d’Europa che potrebbe rivelarsi, già in un prossimo futuro, come un momento cardine: quello in cui i popoli si riappropriano della parola, sottraendola a chi per loro la nomina: burocrati e banchieri. Con interviste de visu, ma anche con lo sguardo pulito di chi, giovane, si interessa e interroga delle cose del mondo, i due autori percorrono le semplici e sacrosante ambizioni di un popolo, quello europeo, che non vuol considerare la propria esistenza come una concatenazione di sofferenza e sacrifici, ma piuttosto costruzione «su libero suolo come un popolo libero» – come dice il Faust di Goethe. Fanno da sfondo all’intervista ad Alexis Tsipras dei manifesti che per due o tre generazioni di persone appassionate hanno significato modelli ed esempi civili e politici. Stanno sui muri del palazzo che ospita Syriza l’immagine di Allende e quella di Che Guevara: personaggi addirittura ovvi e inflazionati, se non fosse che c’è una differenza con quelli che alcuni di noi trovavano nelle loro case pristine, appesi lì da genitori sessantottini, e che quindi potevano apparirci vestigia nostalgiche. Romantici: proprio come Lord Byron.

 

No, ancora una volta i nostri giorni sono un’età di mezzo tra la rivoluzione e la supina acquiescenza, giacché quei manifesti stanno a riproporre un esempio alto, in un momento, questo, in cui esigenze figlie di quelle che mossero allora Allende e il Che si ripropongono: ugualmente cogenti, e alle quali un politico, la politica dei cittadini, delle persone, le democrazie in senso etimologico sentono di dover dar risposta. Ecco che siamo già greci: Alexis Tsipras parla di smantellamento della sanità pubblica, e di «accorpamento delle classi scolastiche». E cosa c’è di diverso e di distante da quello che viviamo anche in Italia, e che ci sembra, prima ancora che ingiusto, disumano?

 

Il mio medico di base è greco, lui davvero, da parte di madre. Ha seguito con dolore la crisi, con terrore l’avanzata di Alba Dorata, con sollievo la crescita esponenziale della sinistra radicale che non ha accettato compromessi con il Pasok. Il mio medico è italiano, lui davvero, da parte di padre, e quando gli si presentano in ambulatorio i migranti senza permesso di soggiorno li cura, regala loro farmaci, prenota per loro analisi e radiografie. Poi mi dice, come un orizzonte raggiungibile e felice: «ti immagini come sarebbe bello se potessi farlo per Legge, e non “oltre” la Legge?». Questo. E tante altre e tanti altri così.

 

Questo libro è tutto, fuorché un instant-book, come forse la tempestività dell’Editore lascia intendere. Non lo è perché l’idea che vi aleggia dentro, sotto, che respira nelle interviste a Tsipras e nei reportage dei due autori sono incarnate, stanno lì, qui, da secoli, aspettano di realizzarsi o fanno capolino da eventi che le ricordano. L’esperienza di Tsipras mostra che l’idea di solidarietà e di condivisione, di coraggio e di attenzione alle persone, anticapitalistica – o, se non è più possibile, anti liberista – cioè un’idea che riporti al centro degli obiettivi e dell’esperienza le necessità di tutti, intesi come somma di ciascuno.

 

Bene, quella è viva da molto e Alexis Tsipras ne è solo un megafono, come a volte compaiono su questo pianeta. Per amplificare un’esigenza e darle corpo, senso.

 

Valeria Parella

 

Napoli (Europa), marzo 2014

 

 

dal sito  Popoff

 

 

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